Nina, perche’?

Nina Moric
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Il 35% delle volte l'intervento porta con sé effetti collaterali
Un solo intervento non basta e spesso il passaggio sotto il bisturi del chirurgo estetico non rimane un episodio isolato. Un po’ perché, superato lo scoglio psicologico iniziale, un ritocchino tira l’altro, almeno per chi può permetterselo: dopo il naso può essere la volta delle zampe di gallina e poi dei glutei. Un po’ perché molti interventi di chirurgia plastica, anche se perfettamente riusciti, necessitano di ulteriori operazioni future, per così dire, “di manutenzione”. E più si è giovani quando ci si rifà la prima volta, tanto più numerosi saranno gli aggiustamenti. Secondo un articolo della rivista ALTROCONSUMO sono “senza se e senza ma” per il 75% dei ritoccati, mentre sono tiepide le reazioni del 16% degli intervistati. È in quel 9% che dice “per niente” che vanno annoverati casi di turgide bocche semiparalizzate, palpebre rovesciate, seni squilibrati (uno più grande dell’altro), liposuzioni riuscite a metà , quando non abbiano messo in pericolo la salute stessa delle persone, come la cronaca insegna. E anche di fronte a un ritocco splendidamente riuscito quello che spesso si omette di dire è che i trofei della bellezza artificiale, da esibire fieramente, si conquistano spesso a prezzo di dolori. Al contrario, si vorrebbe far passare quella estetica come una chirurgia leggera dal punto di vista dei rischi e delle pene. Non è così. La inchiesta di AltroCOnsumo rivela che il 35% delle volte l’intervento porta con sé effetti collaterali, nel 17% si soffre per complicazioni successive, e addirittura l’8% è vittima di veri e propri errori medici. Così talvolta si rende necessario un nuovo intervento di riparazione, mentre per i pentiti del ritocco (sempre più numerosi) si aprono di nuovo le porte della sala operatoria per un intervento “di ritorno”, che disfa quanto fatto.
http://www.altroconsumo.it/cura-personale/chirurgia-estetica-un-ritocco-tira-l-altro-s250293.htm
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Pavia – Le complicanze seguite ad un ordinario intervento di chirurgia plastica hanno avuto gravi conseguenze per uno studente di 19 anni di Vigevano (Pavia). Dopo essere stato sottoposto in un centro specialistico all’operazione di rinoplastica, che gli avrebbe dovuto correggere un difetto al naso, il ragazzo ha avuto un arresto cardiaco. Ora e’ ricoverato in coma al reparto di Rianimazione del policlinico San Matteo di Pavia e le sue condizioni sono molto gravi. Sul caso sono stati avviati accertamenti per stabilire le cause dell’improvviso malore. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo al centro medico di Travacè, per acquisire la cartella clinica dello studente.
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L’ISAPS – International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), societa’ cui fanno capo circa 1.500 dei piu’ autorevoli chirurghi estetici professionisti attivi in 73 paesi – ha indicato le principali linee guida destinate ai turisti della chirurgia plastica:
1. Quali competenze deve avere un chirurgo? Per un intervento di aumento del seno o un lifting facciale un ginecologo o un dermatologo rispettivamente non sono adatti.
2. Il chirurgo plastico possiede le necessarie certificazioni? Nel sito Internet dell’ISAPS e’ disponibile l’elenco dei nomi e indirizzi di circa 1.500 chirurghi plastici certificati attivi in 73 paesi.
3. Il centro o la clinica chirurgici sono certificati? Richiedere informazioni sulla certificazione e sull’ente responsabile del suo rilascio.
4. La propria assicurazione sulla salute e’ valida anche all’estero?
Molte societa’ assicuratrici non coprono i titolari in caso di interventi chirurgici eseguiti all’estero. Prendere in esame l’eventualita’ di richiedere una copertura integrativa.
5. Di quali informazioni si e’ in possesso in merito all’assistenza postoperatoria? I pazienti devono rimanere nei pressi del luogo in cui e’ stato effettuato l’intervento chirurgico per almeno una settimana, in funzione della procedura seguita. Reperire in anticipo informazioni sul luogo di degenza e sulla funzionalita’ delle strutture messe a disposizione per il periodo postoperatorio.
6. Di quali informazioni si e’ in possesso in merito alle complicazioni? Quale dottore si occupera’ del paziente in caso dell’insorgere di complicazioni e chi e’ responsabile del pagamento di eventuali altri interventi o controlli?
7. Il personale presente nel reparto chirurgico parla fluentemente la lingua del paziente? Se non e’ possibile farsi comprendere in maniera esaustiva, meglio essere pronti a affrontare problemi.
8. Con quale persona si e’ in contatto? E’ necessario parlare direttamente con il medico e con il suo staff. L’agente di viaggio e’ tenuto a occuparsi esclusivamente dell’organizzazione del viaggio e della sistemazione.
9. Il chirurgo e’ membro di societa’ riconosciute a livello nazionale e internazionale? L’associazione all’ISAPS e’ effettuata su richiesta e viene concessa solo dopo adeguato controllo.
10. Sono disponibili referenze? Richiedere nomi e informazioni sui pazienti sottoposti di recente a interventi simili, e contattarli per chiedere loro informazioni sulla loro esperienza con il chirurgo, lo staff, le strutture adibite per l’assistenza postoperatoria e il follow-up postoperatorio.
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Sfortunato intervento estetico per una donna di 45 anni di origini francesi ma residente a Sassuolo (Modena); era stata portata la scorsa notte al pronto soccorso dell’Ospedale di Lodi. La donna era in gravi condizioni e visitandola i sanitari si sono subito accorti che era da poco stata sottoposta a un intervento estetico al seno. Il personale del pronto soccorso ha segnalato il caso alla Questura di Lodi che ha ricostruito accaduto. La donna poche ore prima era stata sottoposta a un intervento di mastoplastica da un chirurgo plastico di Verona in una clinica di Riccione. Poco dopo l’operazione le condizioni della paziente erano peggiorate, con forti dolori e un principio di emorragia. Assistita da un anestesista e da una dottoressa, la donna era stata accompagnata in un ambulatorio di Modena, per l’inserimento di cannule per il drenaggio. Ma le sue condizioni non miglioravano. L’anestesista e la dottoressa hanno così fatto un breve giro di telefonate per chiedere cosa fare e qualcuno ha consigliato loro un primario dell’ospedale di Lodi.
(AGE – www.agenews.it)
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Farrah Fawcett (02.02.1947), stupenda Charlie’s Angel negli anni ’70 e attualmente, dopo qualche intervento veramente poco fortunato :(
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