Video: aumento dello zigomo con filler
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La rinoplastica – in inglese Rhinoplasty – e’ l’intervento chirurgico che permette di rimodellare la forma del naso per correggere aspetti funzionali legati a disturbi respiratori e/o per ragioni meramente estetiche.
La rinoplastica e’ un intervento di regola piuttosto traumatico e viene effettuato in anestesia locale con sedazione o generale e mira a modificare la forma del naso intervenendo sullo scheletro osseo e cartilagineo.
Questa tecnica operatoria viene effettuata attraverso delle piccole incisioni effettuate all’interno del naso, attraverso le quali viene modificata la componente ossea e cartilaginea dello scheletro nasale.
La rinoplastica aperta è una variante della rinoplastica chiusa, e si esegue incidendo il tessuto della columella alla base del naso. In tal modo si espongono completamente le cartilagini della punta ed il dorso del naso semplificando il lavoro del chiururgo, soprattutto nei casi piu’ complessi. La rinoplastica “aperta” lascia di regola una piccola cicatrice esterna.
Spesso la correzione estetica del naso viene effettuata in “contemporanea” a un intervento di settoplastica (intervento chirurgico effettuato in anestesia generale effettuato per raddrizzare il setto nasale) e il tutto prende il nome di rinosettoplastica: in una sola operazione vengono effettuati gli interventi di rinoplastica (che corregge la struttura esterna) e di settoplastica (che corregge la struttura interna) con evidenti vantaggi per il paziente.
Di seguito alcuni video “espliciti” dell’intervento:
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Buone notizie per le vittime dei primi pionieristici interventi di rimpolpamento delle labbra con silicone, colpevoli di forti allergie e granulomi oltre che del temuto “effetto canotto” permanente, lo conferma il prof. Giulio Basoccu, chirurgo estetico e docente all’Università La Sapienza di Roma.
Le pentite dei labbroni siliconati possono ricorrere a un intervento in day hospital, in anestesia locale con sedazione, che permette di eliminare il silicone iniettato ai tempi. Attraverso una delicata incisione interna si rimuove il “vecchio” silicone con ottimi risultati estetici, magari inserendo un meno invasivo filler riassorbibile.

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Padova – La vittima e’ Ornella Cerini, 60enne di Verona, è stata trovata morta dopo aver subito una rinoplastica e un piccolo intervento di chirurgia estetica alle gambe. Due intervento ben riusciti secondo i medici, che infatti hanno dimesso la paziente il giorno stesso. La donna ha pero’ chiesto di potersi fermare una notte nella foresteria della clinica, dove è stata ritrovata morta mercoledì mattina. Secondo i medici si tratterebbe semplicemente di un malore senza alcun nesso causale con gli interventi estetici. Mario Luigi Pallaoro, fratello del professore e legale rappresentante dello studio, dichiara: “La nostra convinzione e’ che questa tragedia nulla abbia a che vedere con le operazioni fatte martedì, tra l’altro poco invasive e ben riuscite. La paziente è stata dimessa senza problemi già martedì. E l’autopsia dimostrerà come la morte non è collegata con le operazioni”.
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Il governatore della California Arnold Schwarzenegger – per limitare i frequenti casi di complicazioni mortali che possono verificarsi durante e dopo gli interventi – ha firmato una legge per costringere ad effettuare un check in fisico chiunque voglia sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica.
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Amy Winehouse: ritocco estetico al seno o no?
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Prezzi piu' bassi al sud per la chirurgia estetica
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Il 35% delle volte l'intervento porta con sé effetti collaterali
Un solo intervento non basta e spesso il passaggio sotto il bisturi del chirurgo estetico non rimane un episodio isolato. Un po’ perché, superato lo scoglio psicologico iniziale, un ritocchino tira l’altro, almeno per chi può permetterselo: dopo il naso può essere la volta delle zampe di gallina e poi dei glutei. Un po’ perché molti interventi di chirurgia plastica, anche se perfettamente riusciti, necessitano di ulteriori operazioni future, per così dire, “di manutenzione”. E più si è giovani quando ci si rifà la prima volta, tanto più numerosi saranno gli aggiustamenti. Secondo un articolo della rivista ALTROCONSUMO sono “senza se e senza ma” per il 75% dei ritoccati, mentre sono tiepide le reazioni del 16% degli intervistati. È in quel 9% che dice “per niente” che vanno annoverati casi di turgide bocche semiparalizzate, palpebre rovesciate, seni squilibrati (uno più grande dell’altro), liposuzioni riuscite a metà , quando non abbiano messo in pericolo la salute stessa delle persone, come la cronaca insegna. E anche di fronte a un ritocco splendidamente riuscito quello che spesso si omette di dire è che i trofei della bellezza artificiale, da esibire fieramente, si conquistano spesso a prezzo di dolori. Al contrario, si vorrebbe far passare quella estetica come una chirurgia leggera dal punto di vista dei rischi e delle pene. Non è così. La inchiesta di AltroCOnsumo rivela che il 35% delle volte l’intervento porta con sé effetti collaterali, nel 17% si soffre per complicazioni successive, e addirittura l’8% è vittima di veri e propri errori medici. Così talvolta si rende necessario un nuovo intervento di riparazione, mentre per i pentiti del ritocco (sempre più numerosi) si aprono di nuovo le porte della sala operatoria per un intervento “di ritorno”, che disfa quanto fatto.
http://www.altroconsumo.it/cura-personale/chirurgia-estetica-un-ritocco-tira-l-altro-s250293.htm
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(AGI) – Roma, 9 set. – Zampe di gallina, ‘codice a barre’, deviazione del setto nasale con inevitabili (e spiacevoli) conseguenze estetiche: e’ il viso la parte del corpo ‘piu’ ritoccata’ dopo il ritorno dalle vacanze estive. Le fastidiose rughe e pieghe intorno a occhi e labbra (denominate dagli addetti ai lavori rispettivamente ‘zampe di gallina’ e ‘codice a barre’) sono infatti, insieme a un naso poco armonico, gli inestetismi per cui e’ piu’ richiesta la mano del chirurgo plastico: i primi soprattutto per porre rimedio all’impatto negativo di un’eccessiva esposizione ai raggi solari, l’altro per anticipare l’arrivo della stagione fredda e correlati malanni, tormento di chi ha il setto nasale deviato. “La chirurgia del rientro e’ soprattutto chirurgia del viso”, ha spiegato Roberto Bracaglia, docente di Chirurgia plastica ed estetica al Policlinico Gemelli-Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, a Roma, “settembre e ottobre sono i mesi delle richieste che riguardano naso, occhi, labbra e zigomi: tutti interventi sospesi a partire da fine aprile per l’arrivo del sole piu’ caldo”.
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Il loro amore sembrava un po’ la trama di un film strappalacrime: Sarah Larson, 29enne cameriera del Wiskey Bar di Las Vegas, Clooney affascinante, ricco, famoso e di successo. Insieme sono stati inseparabili per tre anni, di cui uno di fidanzamento. Il lieto fine, pero’, e’ mancato.
La rivista InTouch-Weekly ha rivelato le differenze che hanno portato alla separazione; a quanto sembra l’eta’ non c’entra, neppure il livello di estrazione sociale e l’esperienza di vita troppo diverso. Il bel George, 47 anni, ha sbattuto la porta di casa perche’ lei si sarebbe rifatta il seno contro il suo volere.
Da: Corriere.it
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Dopo essersi rifatta zigomi, bocca e seno, la regina dell’hard made in USA ha deciso di ritoccare anche le parti intime rivolgendosi a un noto chirurgo di Beverly Hills per un intervento di vaginoplastica, dal risultato purtroppo sconfortante. La pornostar sarebbe infatti “infelice” della recente plastica intima, anzi, pare sia davvero infuriata.

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La bella soubrette venezuelana Aida Yespica, prima e dopo.
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La piccola artista australiana all’inizio della carriera senza ritocchini e in un una foto piu’ recente
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Secondo un recente articolo del L.A. Times – ripreso dal Corriere.it, la nuova frontiera della chirurgia estetica e’ quella del “restyling” dei genitali femminili.
L’intervento e’ sempre piu’ richiesto e il risultato ricercato e’ quello della riduzione delle piccole o delle grandi labbra, ma anche il rimodellamento del clitoride o del pube, il tutto prendendo ad esempio le fattezze delle piu’ note pornostar USA, quali – ad esempio – la bionda Jenna Jameson o la cosiddetta Houston.
La maggior parte dei chirurghi plastici e dei ginecologi rimane fortemente scettica verso questo tipo di interventi ma la richiesta c’e’ e va soddisfatta; la maggior parte degli addetti ai lavori rimane comunque dell’idea che labioplastica e affini siano un moda che comporta tutti i rischi di un intervento chirurgico senza dare – in fondo – reali e concreti benefici, ovvero si gioca sul creare nuove insicurezze femminili al fine di ottenere meri benefici economici.
Fino ad ora gli interventi piu’ richiesti erano quelli rivolti a fini piu’ “pratici”, come la ricostruzione dell’imene o la riduzione della vagina per restringerla e migliorare la qualita’ del rapporto sessuale, ora si e’ arrivati a una chirurgia a fini quasi esclusivamente estetici, come la suddetta labioplastica.
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